//start hide sticky header on scroll down, show on scroll up //end

PASTIFICIO DI CHIAVENNA

Dai pizzoccheri alle paste speciali, Moro Pasta racconta una storia fatta di passione e capacità di innovare, anche un prodotto tradizionale.

Il Pastificio di Chiavenna è leader nella Produzione dei Pizzoccheri della Valtellina I.G.P. a cui affianca una serie di altre paste a base di grano saraceno e di segale. E’ inoltre leader per la produzione di paste dietetiche (Gluten free) e per l’infanzia (Baby food) e partner di marchi leader a livello internazionale.

Sono passati oltre 150 anni e 5 generazioni di imprenditori da quando, nel 1868, Carlo Moro fonda il Pastificio di Chiavenna ed inizia a macinare cereali e a produrre pasta alimentare secca. In un secolo e mezzo il Pastificio di Chiavenna è diventato un punto di riferimento per tutto il settore grazie alla capacità di innovare anche un prodotto tradizionale come la pasta, rivisitando e in alcuni casi anche riscoprendo gli ingredienti storici.

TRADIZIONE

L’azienda ha un forte radicamento territoriale tanto che le maestranze sono, per la stragrande maggioranza, della Valchiavenna. La purezza dell’aria, dell’acqua di sorgente e l’attenzione alle materie prime hanno permesso una produzione di paste sempre più vicine alle nuove richieste, dal punto di vista della salute e del benessere, da parte dei consumatori, ma anche il rispetto della tradizione e del territorio.

Proprio le materie prime utilizzate, grano saraceno e segale, si inseriscono in questa filosofia aziendale. Il grano saraceno, infatti, ingrediente principale dell’antica ricetta dei pizzoccheri, è diffuso nelle vallate alpine, in particolare nella provincia di Sondrio, così come la segale. Entrambi sono alla base delle linea di prodotti: fidelin, fusilli, penne, lasagne e legume’ che affiancano i pizzoccheri I.G.P.

GUSTO

Oltre ad essere tradizionali e salutari le paste devono, ovviamente, anche essere gustose. Per questo il Pastificio di Chiavenna ha selezionato le migliori miscele di grano duro, di grano saraceno integrale e di segale per creare le linee di paste. Sono fonte di fibre e possono essere consumate secondo ricette simili a quelle utilizzate per la pasta di semola, ma con il valore aggiunto dato del tipico sapore del grano saraceno. Un sapore antico ma nel contempo inusuale, che porta sulle tavole anche una ventata di originalità e novità rispetto alle paste cui i nostri palati sono normalmente abituati.

BENESSERE

Il grano saraceno è ricco in fibre e minerali, ha proteine ad elevato valore biologico e contiene antiossidanti naturali. La segale è ricca di minerali di fibre. In particolare la fibra della segale ha specifiche ed interessanti proprietà nutrizionali derivanti dalla presenza di lignani, beta-glucani ed arabinoxilani.

www.moropasta.it

Articoli Correlati

Nel 2025 Agrover ha celebrato i 25 anni di attività rafforzando una visione orientata all’innovazione e alla qualità del prodotto. L’azienda continua a investire in macchinari di ultima generazione, tecnologie avanzate e formazione del personale per rispondere in modo sempre più puntuale alle richieste della grande distribuzione organizzata. Il private label rappresenta oggi uno dei...

C’è un filo che lega tradizione, territorio e passione: è il filo di pasta che nasce ogni giorno nel Pastificio Artusi. Un’azienda che ha fatto della qualità la sua missione, specializzandosi nella produzione di pasta fresca all’uovo, pasta ripiena e pasta trafilata al bronzo. La storia affonda le radici nel cuore di Padova, città di...

Nel cuore di Chiavenna, il Pastificio di Chiavenna ha iniziato il suo percorso nel 1868 come Mulino e Pastificio. Da allora, cinque generazioni della famiglia Moro hanno portato avanti un’eredità fatta di passione, qualità e capacità di innovarsi, trasformando il marchio in un simbolo della tradizione valtellinese. Negli anni ’60, l’azienda si è trasferita in...

Come molte altre gustose ricette, le crespelle nascono da un errore di un aiuto cuoco nell’Ottocento. Enrico dei Castorani lavorava nella mensa degli ufficiali francesi a Teramo, dove ai soldati venivano cucinate spesso delle crêpes rivisitate (senza latte). Un giorno caddero accidentalmente nel brodo di gallina, e l’aiuto cuoco, anziché gettarle via, decise di servirle...